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Opinioni e Testmonianze

 

Ricordi di qualche anno fa…

del M° Sabrina TARICIOTTI 

 

Certe volte proprio non capisco!

Mi ricordo quando ero poco più di una ragazzina... 14/15 anni... Claudio comunica a me e ad Alessia  che dal sabato successivo dobbiamo iniziare ad allenarci per mettere su la squadra di kata insieme a Lorenza che invece era una "veterana"!

Lo sguardo di intesa e felicità che ci scambiammo con Alessia fu eloquente...

Non stavamo nella pelle!

Amiche fuori e compagne affiatate dentro il Dojo...si, sarebbe stata proprio una bella squadra!

Infatti così fu ... Quanto abbiamo lavorato,  sudato e quanti sacrifici l'una per l'altra era una costante il venirsi incontro! Ci allenavamo il giorno di Pasquetta e il 1° Maggio se era necessario...

Ricordo il primo sabato...

Io cintura marrone e Alessia cintura blu... Claudio che in poco più di un'ora ci imposta Unsu e Suparimpei e noi da subito tentammo di farli con Lorenza...

Poverina... quanta pazienza!!

Ma noi a mettercela tutta pur di fare e fare bene!

Da lì iniziò la "scalata" della squadra... tirare tanto e bene ed essere una squadra più che affiatata...si ma come?

Vedendo, copiando, osservando e sentendo... si tutto quello che Claudio ci diceva e provandolo a fare... e provando anche da sole a darci un'aggiustata!!!

Si... perchè dopo un po' riesci a capire che cosa significa "ESSERE UNA SQUADRA"... sei come una sola persona, vivi gioie e dolori insieme e addirittura nel "privato" entri prepotentemente a far parte dell'altra...

Una squadra è: dall'allenamento supertirato insieme, all'elastico dei capelli dello stesso colore; dalla cintura della stessa lunghezza, al leggero trucco con cui devi farti gli occhi.

Tutto... fa parte della squadra, anche le cose che apparentemente possono sembrare stupide e superficiali. Ma uno si fida e lo fa senza commenti e senza troppi se e ma!

Oggi invece io devo "temere" di dire: "legati bene i capelli perchè..." oppure "..il giorno della gara dobbiamo truccarci leggermente gli occhi perchè...".

E allora mi dico, riprendendo questa mitica frase di qualcuno di tanti anni fa: "ma da quando il Maestro deve spiegare il perchè ai propri allievi?".

Dico devo "temere" perchè le risposte sono sempre "io non posso...", "io non voglio...", "Io..io.."

Diciamo sempre, prima Claudio e oggi anche io, che il Maestro non si discute, se ti affidi completamente...

Tutti sembrano capire questo concetto apparentemente così stupido, ma la realtà è ben diversa...

Diciamo sempre che per praticare con il giusto spirito un allievo deve, maturando, scacciare il proprio Io e lasciare spazio a cose ben diverse e più profonde che l'Arte Marziale cerca di insegnare!

Invece quotidianamente assistiamo da parte vostra ad un sempre maggiore attaccamento all'io... Io sempre io... "Io non posso... Io non voglio... Io sono così".

Si, ma così non si cresce mai!

Lo dico per esperienza... ne abbiamo visti troppi di ragazzi praticanti, oggi chiamarli Allievi sarebbe ridicolo, che per cose stupide e banali si sono allontanati da quello che doveva essere il messaggio principale...

"Il Maestro non si discute, il Maestro dice e l'allievo fa..."

Oggi molti di voi, non posso dire tutti perchè devo pur salvare chi in questo momento non ci trasmette negatività, siete quelli "del Maestro dice e l'Allievo NON FA'!"

Si... non fa... n on fa niente per mettersi in discussione!

Semplicemente dice "io sono così PUNTO... Io penso così PUNTO... per me è così PUNTO!".

Bene, se così è l'Arte Marziale non entrerà mai nel vostro intimo, nell'intimo di atleti che non si schiodano dal proprio IO.

Il Maestro, ricordatevelo sempre, un Allievo lo mette sempre e in continuazione alla prova, anche quando sembra che tutto sia a posto... perchè questo è l'unico termometro che ha per misurare la vostra maturazione!

Il Maestro fa e disfà del proprio Allievo e se qualcuno di voi in questo momento può dire o pensare "e lui chi è per fare e disfare di me?"... beh siete ancora ben lontani dal capire.

Non metto in dubbio però che ci sia qualcuno tra di voi a provare perlomeno a mettersi in discussione e a cercare di capire queste mie parole...

Ancora ricordo un episodio successo tanti anni fa che mi riguarda: Claudio all'improvviso decide che dovevo fargli da Uke nel suo allenamento personale al Kihon Kumite... Io naturalmente ne ero felicissima...cavolo... aveva scelto me...

Le botte che mi ha dato lo so solo io... ed io allora sempre di più... sempre meglio...  sempre più presa!

Solo molti anni dopo,  seppi che  il motivo della sua scelta non era affatto la mia bravura particolare...

Voleva semplicemente PUNIRMI! Punirmi perchè era un po' di tempo che i miei atteggiamenti e comportamenti non gli tornavano, eppure ero una brava ragazza, non mancavo mai , mi allenavo sempre bene... Un modo un po' contorto di  punirmi! Eppure in me c'era qualcosa che non andava come doveva!

Solo grazie a quei tipi di insegnamenti se oggi sono qui come Maestro... a volte l'Allievo deve essere messo alla prova se vuole avere la speranza di capire qualcosa dell'Arte Marziale e di conseguenza entrare nel cuore del proprio Maestro...

Altrimenti è tutto uno stress, un equivoco, un malinteso e l'Arte Marziale e il Karate come Do, invece di entrare nella vostra vita, si allontanerà per sempre.

Bene voi non saprete mai e non riuscirete mai a capire quando e perchè il Maestro fa e prende decisioni... VI DOVETE SOLO AFFIDARE!!!

Tivoli 23    Novembre

 

 

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