LE MIE RIFLESSIONI SUL GIAPPONE 2007
Siamo tornati dal Giappone giovedì 29 novembre, e sinceramente ho proprio desiderio di scrivere qualcosa riguardo al nostro viaggio/studio.
E’ stata un esperienza bellissima, piena di emozioni, sensazioni, gioie, vissute veramente bene.
Non nego però che ci sono stati anche alcuni momenti di tensione , di ansia, di preoccupazione, dovuti alla gara, alla paura della convivenza, con persone tutte diverse tra loro, me e Claudio compresi. I momenti no, non scompaiono solo perché ci si trova in Giappone!
E invece, alla fine, siamo stati una “favola”, quando ci siamo allenati nel Dojo di Soke… che emozione vederlo muoversi, parlare con il suo inglese inventato, i suoi occhi che trasmettono più di mille parole, i suoi gesti così perfetti che riescono a incantare chiunque.
L’emozione di sentirmi dire “good style”, “good tecnic “ “now, ok”!! e poi veder arrivare il 18 novembre il giorno della gara… è proprio vero che gli esami non finiscono mai…. Che strizza ragazzi!! Ma che emozione vedere quel 5 a 0… 5 a 0… !! per arrivare in finale ed essere convinta che un altro secondo posto in Giappone mi avrebbe comunque riempito di gioia.. invece? Kururunfa in finale “perfetto” per quanto un kata non possa mai esserlo, 3 a 2… ho sbiancato, mi dicevo “ho vinto io”…. Il mio maestro, il mio Claudio, sparito.. credo sia stato a piangere in qualche posto del palazzetto.
La gioia nel sentirmi dire da Franco e Umberto “bravissima” e da Nicola “le hai stracciate, hai fatto dei Kata meravigliosi”, come posso farvi capire? Forse non ci riuscirò mai.
E Soke? E Aiko? E la moglie di Soke? Increduli anche loro, ma con una gioia dipinta in viso che solo noi ,che eravamo lì, possiamo capire.
La felicità e commozione immensa che ho provato, quando seduti a mangiare, Soke parlando con Tomoyuki (l’interprete), parlava di Claudio, il Mio Maestro, il Vostro Maestro, riempiendolo di elogi e gratificazioni, vedendo gli occhi di Claudio riempirsi di lacrime, e io, guardando in faccia Franco, notare che anche noi avevamo gli occhi pieni di lacrime dalla gioia.
Ragazzi, non dimenticate MAI, che grande fortuna avete nell’ avere un Maestro accanto a voi, un Maestro vero, sempre, qualsiasi cosa vi accadi, molti praticanti non hanno questa fortuna, dovremmo ricordarcelo più spesso!
Umberto, Nicola? Due persone con le quali mi trovo molto bene, simpatici, cordiali, senza alcun dubbio…
Franco? Una persona splendida… una persona che mi è salita ancora di più rispetto a dove si trovava prima nel mio cuore. Piangeva perché stava andando via dal Giappone! Noi piccoli grandi uomini.
Un uomo simpatico, gentile, divertente, con un mix di atteggiamenti che solo chi lo conosce un po’ bene può cogliere.
Mi sento di dirgli Grazie per come si è comportato… PERFETTO. Vicino ai ragazzi, vicino a me, vicino a Claudio…Sempre! D'altronde nella kenyu-kai è il “terzo”!! Non dimenticate neanche questo!
Se mi concentro riesco a sentire gli odori di Osaka.
I locali, i ristoranti, le classiche “bettole” giapponesi, il karaoke,la birra, il sake, la gente.. di una gentilezza e cortesia che noi non sappiamo neanche più cos’è.
Abbiamo conosciuto molta gente quest’anno, in particolare una ragazza simpaticissima, proprietaria di un locale notturno, dove spesso andavamo a prenderci qualcosa da bere, che belle quelle serate!!
E Mizue? La nostra amica giapponese, che tutti gli anni viene nel nostro appartamento a mangiare “pasta italiana”… gli abbiamo organizzato una festa a sorpresa per il suo compleanno, a dir poco fantastica. Quanto è stata felice, ci ha detto di non aver mai festeggiato il suo compleanno in quel modo. Potete immaginare noi come ci siamo sentiti? Dove l’abbiamo portata? In uno standing bar dove avevamo fatto amicizia con i proprietari naturalmente!!
Dicono che il mal d’Africa esiste davvero, chi è stato lì lo conferma, io penso che questo, esista con qualsiasi cosa entri veramente in noi… un posto, una persona, dipende da come si vivono le cose, dipende se il cuore riesce a muoversi sul serio!
A me, a Claudio, e sono convinta a Franco, questo sia accaduto. Non posso azzardare a dire Umberto o Nicola per il semplice fatto di non aver avuto modo di parlare dell’argomento. Ma sono convinta che anche in loro qualcosa si sia mosso!
Il sogno di ogni praticante, dovrebbe essere quello di poter andare in Giappone per lo meno una volta nella vita.
Noi questa opportunità, in passato l’abbiamo data a molte persone, ma tanti di loro non l’hanno saputa apprezzare, mantenere né coltivare con il tempo.
Un esperienza del genere, infatti devi meritarla veramente tanto, non bastano dopo la cintura nera, tre/quattro anni seri di pratica per meritare di vivere tutto ciò che ho descritto, ma molti, molti di più. E’ per questo che il Giappone lo vivranno con noi solo chi lo meriterà veramente.
Il Giappone, la terra del sol levante….
Siamo stati bene, abbiamo vissuto il Giappone da “dentro”, abbiamo fatto l’ennesima esperienza marziale indimenticabile, tutto ciò è stato possibile,solo grazie a Claudio, senza la sua curiosità, impazienza, smania di andare avanti, Noi , Soke non l’avremmo mai incontrato. Quindi grazie Maestro, grazie di CUORE. e ….. sempre karate kenyu-ryu.
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Sabrina
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