Qualsiasi luogo scelto per la pratica del karate diventa dojo, nel quale prima d'entrare e d'uscire si deve fare il saluto, in segno di rispetto per quello che s'impara. L'apprendimento e il comportamento sono subordinati a molti fattori tra cui il tipo d'atteggiamento e d'insegnamento del maestro.
Le ciabatte, protezioni e attrezzatura varia per l'allenamento, vanno messi in modo corretto e ordinato nel posto stabilito, perchè in un luogo dove vige la confusione si lavora male e l'essere disordinati fa pensare di non avere la consapevolezza di quello che si fa e della realtà che si vive.
Avere sempre cura del proprio corpo e non indossare orologi, collane, bracciali, orecchini o altro durante la pratica per un fatto di etica e di incolumità altrui e personale. Considerare il fatto che nel karate non serve nessun abbellimento.
Se s'arriva in ritardo alla lezione (fare sempre il massimo sforzo per arrivare puntuali) o nel momento del saluto o dopo di esso, rimanere in ritsurei o in seiza in silenzio e attendere che il maestro dia il permesso di entrare. Dopo fare il saluto al dojo e al maestro. A tale proposito è bene ricordare che i saluti tradizionali vanno eseguiti con cura ma non bisogna abusarne.
Ascoltare sempre attentamente e senza interrompere le spiegazioni rimanendo in una posizione corretta, senza appoggiarsi al muro o ai compagni. Questo eviterà al maestro inutili perdite di tempo per richiamare ad un comportamento più corretto e più consono alla disciplina e all' educazione in genere.
Se si devono fare domande, attendere i momenti opportuni, in modo da non interrompere bruscamente la lezione e la concentrazione degli altri.
Non parlare col partner negli esercizi a coppia ed avere per lui il massimo rispetto indipendentemente dal grado. Durante l’allenamento si devono sentire solo i rumori propri della pratica.
Non stancarsi mai di provare un movimento o una tecnica a lungo, perchè proprio quando credete d'avere capito, vi accorgete di sbagliare.
Ogni volta che entrate nel dojo e avete particolari problemi, cercate di lasciarli fuori, altrimenti distolgono la vostra concentrazione e vi fanno rendere di meno e comunque quando uscite li trovate di nuovo, anche perchè se fossero stati gravissimi non sareste venuti alla seduta di allenamento.
Le cinture nere, con il loro comportamento, devono dare il giusto esempio ai livelli più bassi ed essere pazienti se non comprendono bene l'esercizio o la tecnica da svolgere (tutti siamo stati dei principianti).
Sostare oltre il tempo dovuto negli spogliatoi e arrivare in ritardo alla lezione, è scorretto nei confronti dei compagni, del maestro e verso se stessi.
Si entra nel dojo col proposito di imparare il karate e non per conseguire la cintura più alta. Se si lavora bene e con umiltà i gradi aumentano conseguentemente. Un modo utile è quello di non sentirsi mai troppo bravi.
Gli allievi possono correggere eventuali errori tecnici dei compagni di grado inferiore, solo se autorizzati dal maestro e comunque il tutto deve avvenire in assoluta discrezione evitando di disturbare o distrarre gli altri. Nel caso contrario, quello che può aiutare il maestro nella lezione si trasforma in uno strumento che genera solo confusione. Non si devono mai confondere le idee: nel dojo esiste un solo maestro e soltanto lui può designare un assistente che lo può coadiuvare nell'espletamento della lezione.
Il praticante serio non si comporta in modo egoistico e presuntuoso ma considera il fatto che la lezione non è privata e il maestro è lì per insegnare a tutti, con le difficoltà legate agli aspetti psicologici e motivazionali del gruppo.
Un praticante serio è colui che ha fiducia nel proprio maestro. Quando l'allievo crede o sente di aver perso la fiducia nel maestro per qualunque motivo deve cambiare dojo.